Se possiedi crypto in wallet o su exchange, la dichiarazione dei redditi in Italia prevede obblighi specifici, distinti per tipo di attività: detenzione, trading, staking, cashback. Questa guida ti porta passo passo, dai casi più semplici a quelli più complessi.
Le 3 aliquote da conoscere
| Tipo di reddito crypto | Aliquota 2026 | Quadro |
|---|---|---|
| Plusvalenze da vendita sopra €2.000 | 33% (ex 26%) | RT |
| Detenzione wallet/holdings sopra €51.645,69 | IVAFE 0,2% | RW |
| Staking, mining, cashback affiliate | Secondo regime (forfettario o ordinario) | RL o RF |
Quando scatta l'obbligo del Quadro RW
Il Quadro RW è il modulo di monitoraggio fiscale: serve a dichiarare le attività estere detenute (conti correnti, immobili, partecipazioni, criptovalute). Scatta quando il valore complessivo delle crypto in un giorno dell'anno supera 51.645,69€.
Nel Quadro RW indichi:
- Il valore di mercato al 31 dicembre di ogni crypto detenuta
- Il valore del wallet o exchange dove sono custodite
- Il valore cumulato IVAFE (lo 0,2% su tutto)
Il valore da indicare è in euro, al cambio di fine anno. Se hai BTC e ETH, calcoli il controvalore in EUR al 31/12 usando i tassi di cambio pubblicati da fonti affidabili.
Quando scatta l'obbligo del Quadro RT
Il Quadro RT è per le plusvalenze e minusvalenze da cessione a titolo oneroso: vendita, scambio, permuta di crypto contro fiat o altre crypto. Scatta quando le plusvalenze complessive superano 2.000€ in un anno fiscale.
Il calcolo è FIFO (First In First Out): la prima crypto acquistata è la prima venduta. Le plusvalenze vanno dichiarate al netto delle minusvalenze, e le minusvalenze possono essere compensate con plusvalenze future per i 4 anni successivi.
Quando scatta l'obbligo del Quadro RL o RF
Le commissioni di affiliate crypto (Binance referral, OKX mystery box, ecc.) sono redditi di lavoro autonomo o d'impresa a seconda della struttura:
- Senza P.IVA (prestazione occasionale, sotto 5.000€ annui): Quadro RL, riga "redditi diversi", ritenuta d'acconto 20% operata dall'exchange.
- Con P.IVA forfettario: Quadro LM (ex RL), imposta sostitutiva 5% o 15%, coefficiente di redditività 78%.
- Con P.IVA ordinario: Quadro RE o RF, IRPEF aliquote progressive + INPS Gestione Separata 26,07%.
Tool consigliati per il calcolo
Fare il calcolo a mano delle plusvalenze crypto, su 50 transazioni e 5 monete diverse, è fattibile ma tedioso. Ecco i tool che automatizzano:
- Fiscoo (fiscoo.it): piattaforma italiana, connette via API a Binance, Coinbase, Kraken, calcola plusvalenze e genera il Quadro RT precompilato. Costo: ~50-100€/anno.
- TasseTrading.it: specializzato in crypto, supporta 50+ exchange via CSV, genera report per commercialista. Costo: ~80-150€/anno.
- Koinly: internazionale, supporta 800+ exchange e wallet, report per paese (Italia inclusa).
Per chi ha meno di 20 transazioni annue, il foglio Excel con FIFO manuale può bastare. Per chi fa trading attivo, il tool è obbligatorio.
Sanzioni se non dichiari
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Mancata dichiarazione Quadro RW (sotto €51k) | €258 - €2.066 |
| Mancata dichiarazione Quadro RW (sopra €51k) | 3-15% degli importi non dichiarati |
| Mancata dichiarazione plusvalenze (Quadro RT) | 30-240% dell'imposta non versata + interessi |
| Omessa dichiarazione totale | Reato penale (D.Lgs 74/2000), 2-5 anni di reclusione |
"Le crypto non sono anonime per il fisco italiano. Ogni transazione è tracciata su blockchain, ogni exchange MiCA-compliant condivide i dati con l'Agenzia delle Entrate. Dichiarare è l'unica opzione sensata."